Dolce, romantica, silenziosa e malinconica, golosa e barocca, ridondante ed elegante insomma Vienna...
Quando si pensa alla capitale dell'Austria i nostri pensieri vagano senza dubbio verso un'epoca lontana ma nemmeno troppo, un'epoca di splendore, ricchezza e potenza che metteva la città al centro della grande vecchia Europa e non solo.
Quell'epoca poi svanisce portando con se i miti di Sissi, di Francesco Giuseppe, di Mayerling, del walzer di Strauss e del piccolo grande Mozart. Ma il tempo, passando, qualcosa l'ha dimenticata...ha dimenticato di portare con sè lo splendore a volte eccessivo dei palazzi, l'eleganza delle strade illuminate, la raffinata ma mai eccessiva simpatia dei viennesi, ha dimenticato quall'aria a metà tra il romantico e il malinconico che ancora oggi conquista chi passeggia per Vienna.
4 gennaio. Arriviamo nel primo pomeriggio, dopo un volo Alitalia andato alla perfezione, nel nostro albergo vicino il Rathaus, il Rathauspark hotel. Ci sistemiamo e ci riposiamo un pò nella nostra bella stanza, ma la voglia di uscire subito è molta...perciò usciamo. La posizione dell'hotel è perfetta, a 2 passi dalla metro ma a 10 minuti di passeggio dal centro storico. Una volta fuori notiamo con stupore come tutti i più grandi palazzi del centro siano illuminati da splendidi giochi di luci che rendono ancora più magica l'atmosfera. Incontriamo subito il Rathaus che non è altro che il municipio, (giochiamo molto con il nome rat-haus...casa dei topi?) un enorme costruzione di fine 800 in un chiassoso barocco cha amo definire "cattedralico" perchè avvicina la forme di un edificio pubblico a quelle di un vero e proprio duomo. A prima vista sembrano troppi i decori, gli arzigogolii, le forme, ma il barocco è questo e il Rathaus ne è comunque un bell'esempio. Penso, tra me e me, al grande architetto Adolf Loos, al suo manifesto "Ornamento e delitto" Non doveva essere facile per lui confrontarsi ogni giorno con queste forme e, al tempo stesso, ripudiarle.
Di fronte, oltre il Ring, scorgiamo, tra il parco del Rathaus purtroppo buio, secco e in ristrutturazione, la sagoma del Burgertheater. Ci fermiamo qualche minuto per osservare sia la linea candida del palazzo, sia per curiosare tra un bel pò di gente che esce alla fine di uno spettacolo. Signori in nero e dame in gran soiree, limousine e mercedes al posto delle carrozze...ma l'atmosfera dovrebbe essere simile a quella dei concerti che Strauss e Mozart tenevano un tempo in città .
Oltre il teatro però l'atmosfera cambia e, se da un lato entriamo nel centro più storico di Vienna, la gente invece di aumentare...diminuisce fin quasi a lasciarci soli soletti nella sera. Passeggiamo cosi fino alla Michaelerplatz. La piazza è piccolina ma ornata da palazzi splendidi e tutti illuminati, sulla sinistra la Loos Haus quasi stona per la sua semplicità, i suoi marmi a vista, mentre sulla destra incombe la sagoma di uno degli ingressi della Hofburg e di fronte la slanciata chiesa di San Michele...che è ancora aperta.
Gente in giro ce n'è poca ma in chiesa un bel gruppo di persone ascolta in silenzio alcune letture, avvolti in un buio stavolta piacevole. Riamaremmo più tempo dentro ad ascoltare anche senza capire, ma decidiamo di addentrarci sempre più nel centro. Dalla piazza comincia la Kohlmarkt, un'arteria elegante e chiusa al (poco) traffico. Sembra di passeggiare a mezzanotte ma sono solo le 19...sul Kohlmarkt qualche sagoma cominciamo a scorgerla e alla fine, sulla destra, siamo abbagliati dal Graben. Tra le più belle strade che abbia visto, ornata da luminarie enormi ed elegantissime, il Graben è magicamente trasformato in un enorme, gigantesco salone pronto ad accogliere migliaia di invitati.
Entriamo in un ristorantino in un vicoletto vicino, mangiamo piatti a base di carne cotta in salsa di senape e patate, innaffiamo il tutto con una buonissima birra chiara e poi ce ne torniamo sempre solitari verso l' hotel in una serata non fredda ma battuta da un vento molto teso.
5 gennaio. La mattina siamo operativi già alle 8...e cosi, dopo una bella colazione a base di dolci e pasticceria tipica viennese, siamo già in strada pronti a girovagare per la città.
Usciamo subito sul Ring, la grande arteria che circonda il centro di Vienna, il cosiddetto Innere-Stadt. Costruito all'epoca dello splendore austro-ungarico, il Ring attreversa il tracciato delle vecchie mura romane e oggi è un viale enorme cinto da alberi e pieno di gente e movimento. Movimento soprattutto di auto che sfrecciano ad alte veloctà sulle 3-4 corsie del viale, fraquentato ma quasi mai trafficato. La prima sosta la facciamo al Rathaus, questa volta entriamo nello splendido cortile interno e girovaghiamo nei saloni del piano terra e nella Festsalle aperta al pubblico. Superato il parco del Rathaus, giriamo a destra e scorgiamo la sagoma neoclassica del Parlamento. Costruito sempre nell'800, oggi il parlamento ricalca le fattezze del Partenone e onestamente, pur essendo imponente, è un pò posticcio. Cosi arriviamo in prossimità della Volksgarten...entriamo. In inverno gli alberi ci regalano il loro riposo, il loro scheletro ma passeggiare anche sotto una leggera pioggerella, è lo stesso piacevole, c'è anche gente che fa footing in pantaloncini e maglietta, vuoi che noi non possiamo nemmeno passeggiare?
Uscendo dai giardini, entriamo nella Heldenplatz. La piazza è la degna cornice del palazzo Imperiale della Hofburg, un magnific spazio dal quale, girandosi intorno, si scorgono quasi tutti gli edifici più importanti di questa parte di Vienna. La Hofburg è una vera e propria città nella città, piena com'è di musei esposizioni, biblioteche e appartamenti reali. Ci addentriamo sempre di più nel palazzo e non senza difficoltà troviamo l'ingresso della Shatzkammer. La Shatzkammer (le camere del Tesoro) sono una bella esposizione di tutto quello che una volta era il grande tesoro degli Asburgo, il biglietto costa (9 per chi come noi ha la Vienna Card) altrimenti 10, ma una visita la merita davvero anche se lo spazio è un pò troppo buio e mesto per i miei gusti.
Usciti di nuovo nella Hofburg, non potevamo perderci gli Appartamenti Reali e il Museo di Sissi. Qui il biglietto costa 8 ma immergersi nella vita della Principessa per antonomasia è un viaggio nel tempo davvero interessante ed anche gli appartamenti reali di Francesco Giuseppe meritano una visita. Notiamo con stupore come, pur vivendo e incarnando un' epoca di potenza e splendore, gli Asburgo ed in particolare Francesco Giuseppe, non amavano molto il lusso sfrenato e cosi gli interni non sono sfarzosi come si potrebbe immaginare, eleganti, ricchi e splendidi ma sempre con gusto.
Usciti dalla Hofburg siamo in giro sulla Herrengasse,entriamo nella bella chiesa degli Agostiniani con la strana tomba di MariaCristina e poi siamo a spasso sulla Kartnerstrasse. Insieme al Graben questa è l'arteria principale del centro di Vienna, è finalmente molto animata, piena di colori e luci, piena di gente in giro per shopping e piena di bei palazzi, negozi e posti dove mangiare qualcosa al volo.
La si vede da lontano...la cattedrale di Santo Stefano, (lo Stephansdome) la costruzione gotica è davvero magnifica, imponente e severa, e forse il suo essere immersa tra le strette stradine del centro storico ne accresce ancor di più la sensazione di maestosità.
L'interno però e forse ancor più bello dell'esterno, elegante slanciato ed imponente, con un organo fantastico e un altare infinito. C'è tanta gente e si perde un pò di quella sensazione di chiesa ma il posto è ugualmente fantastico. Paghiamo 4 per salire con l'ascensore fino al Pummerin, la più grande campana del paese che suona solo per feste speciali e a capodanno. Il panorama di Vienna da qui è bello ma niente di eccezionale, in compenso, si può ammirare da vicino la struttura e il tetto della cattedrale. Usciti dalla cattedrale passeggiamo ancora un pò per le stradine del centro, curate e piene di vita per poi tornare in hotel per una sosta.
La serata la dedichiamo ancora al passeggio senza meta...senza regole precise, attirati da tutto quello che ci va di vedere. Arriviamo nuovamente fino oltre Santo Stefano fino al Fleischmarkt e ai vicoletti vicini come Griechengasse, la chiesa greca ortodossa, la casa dove Mozart scrisse il Figaro e la bellissima e vuota chiesetta di Maria am Gestade, chiamata anche Maria Stieger, ossia Maria alle scale. Sempre accompagnati da una leggera pioggerella ce ne torniamo lentamente verso il nostro albergo, ma prima ci fermiamo al Centimeter pub dove gustiamo il piatto di obelix (bisteccona cotta alla griglia su un letto di wurstel e patate) innaffiato con birra a volontà, poi...buona notte.
6 gennaio. Come sempre la mattina facciamo una buona colazione (e ormai ci abbiamo preso gusto a mangiare sacher e stollen con un buon the caldo o un caffe lungo) e poi già verso le 8.30 siamo pronti in direzione metro. La metro di Vienna conta 5 linee, contrassegnate dalla sigla U seguita dal numero della linea, notiamo con curiosità come ci siano tutte le linee dalla 1 alla 6 ma manchi la U5...
Saliamo alla stazione Rathaus della U2, cambiamo a Karlsplatz e prendiamo la U4 dirazione Hutteldorf ma scendiamo a Hietzing per visitare il parco e il palazzo di Schonbrunn. L'ingresso di Hietzing è quello del parco di Schonbrunn, si entra passeggiando lungo la Serra e lungo i vari viali che conducono davanti al palazzo vero e proprio. E' inverno e le piante, gli alberi e i colori sono un pò mesti ma è bello uguale passeggiare qui e spesso ci vien da pensare a come sarebbe potuto essere bello questo posto se fosse stato imbiancato ma...
Il palazzo di Schonbrunn è di un colore singolare, giallo ocra, paglierino, e la prima impressione che abbiamo è quella di trovarci di fronte, più che ad un palazzo imperiale, a una enorme magione, una gigantesca villa. Il palazzo visitabile non è grandissimo se confrontato ad esempio a Versailles o anche alla reggia di Caserta ma passeggiare per il cortile antistante da cmq l'idea della solennità che doveva infondere un tempo.
L'ingresso con la Vienna Card ci costa 10 per il Grand Tour che consiglio vivamente perchè permette di visitare le belle sale di rappresentanza, gli appartamenti di Francesco Giuseppe, la bellissima Grande Galleria, la sala del Milione e tutte le altre splendide sale 700esce dell'epoca di Maria Teresa. Schonbrunn è davvero un palazzo splendido, non eccessivo nè sfarzosissimo ma comunque ricco e sountuoso.
Usciti nel parco passeggiamo verso la fontana e verso il labirinto, dove ora le siepi sono dormienti ma in primavera qui dev'essere un tripudio di colori. Dopo il labirinto saliamo fino alla Gloriette. Il posto non è affollato e ce lo godiamo a pieno. La Gloriette è posta su una collina di fronte il palazzo e regala panorami molto belli di questa parte di Vienna. All'interno è stato organizzato un bar che vede la nostra piacevolissima sosta, in silenzio, senza molta gente, gustando 2 bei cafè mozart e dei dolcetti squisiti.
Sulla strada del ritorno passeggiamo ancora per il cortile del palazzo poi siamo di nuovo sulla metro verso Karlsplatz. La piazza è molto grande e dalla forma irregolare ma è dominata da quella che è tra le più belle chiese barocche del mondo...la Karlskirche. Introdotta da 2 colonne mastodontiche e sormontata da una enorme cupola, la chiesa è dedicata a San Carlo Borromeo ed è una delle maggiori opere dell'architetto Fischer Von Erlach. Entriamo pagando 5 € e apprendiamo con piacere che gli enormi affreschi della cupola sono in restauro. Con piacere si!! perchè è stata organizzata un'impalcatura con tanto di ascensore che permette di arrivare fin sopra il loggione della cupola, ammirando da vicinissimo gli enormi affreschi di Rottmayr.
Non eravamo mai stati cosi vicino ad un'opera d'arte e per di più all'interno di una cupola e la sensazione è fantastica, osservare le prospettive distorte, le forme irregolari dal nostro punto di vista, ma che tutte insieme hanno la loro grandiosità, non è roba di tutti i giorni. Riamaniamo un bel pò nella Karlskirche poi ci incamminiamo verso il vicino Belvedere.
Formato dall'Unteres Belvedere e dall'Oberes Belvedere, questo complesso vanta un museo unico (paghiamo con la Card 8€) con la collezione di tutti o quasi i quadri di Klimt, Schiele di Kokoschka, pilastri dello Judgenstil viennese, oltre che opere di Monet e Manet. Peccato che i grandi giardini a terrazze siano chiusi perchè la prospettiva è molto bella e l'Oberes Belvedere (il palazzo principale) è davvero elegante.
Di gente ce n'è il numero giusto per gustarsi un museo in santa pace e rimanere quanto si vuole davanti un quadro...tranne che nel caso dello splendido "Bacio". Lo immaginavo più piccolo, invece ha grandi dimensioni, rapisce i nostri sguardi e si lascia ammirare (e fotografare) per molto tempo.
Usciamo dal museo con gli occhi pieni pieni, ripassiamo per Karlsplatz e andiamo a dare un'occhiata al padiglione della Secessione Viennese. Uno dei più importanti movimenti di Rottura Artistica, la Secessione vide tra i suoi protagonisti Klimt, Loos, Wagner e altri che rifiutarono l'arte barocca e ridondante, l'arte presa in prestito da altre epoche, contro il rigido, chiuso, corporativo e nazionalistico mondo accademico. E affermarono "Ad ogni epoca la sua Arte, ad ogni Arte la sua libertà" ...non posso che essere d'accordo. Torniamo cosi in hotel, ci riposiamo un pò e poi siamo di nuovo a passeggiare verso il Burgertheater, la Minoritenkirche, ed entriamo nella bella Peterskirche dove, a sorpresa, ascoltiamo un suggestivo concerto d'organo. In seguito passeggiamo verso il cosiddetto Triangolo delle Bermuda. Questa è la zona tra l'antichissima Rupretskirche e l'Ham Hof ed è un susseguirsi di vicoli e vicoletti animati da tanta gente e tanti locali dove mangiare e soprattuto bere. Ci fermiamo in un pub sulla Judenplatz dove gustiamo una grigliata mista eccezionale condita dalla solita birrozza poi entriamo in uno dei tanti locali a prendere rum e cuba libre...le foto da quel momento verranno un pò troppo mosse...poi siamo sempre in giro finchè, stanchi, ce ne torniamo in hotel.
7 gennaio. L'ultimo giorno in terra d'Austria comincia con una sveglia ancora più mattiniera, alle 7.30 siamo soli nella grande sala ristorante e facciamo razzia di tutto il ben di Dio che c'è al buffet. Le operazioni di check out le facciamo subito ma lasciamo i bagagli in hotel e ci fiondiamo nella metro direzione Wolkstheater con la U2 e poi Rochusgasse con la U3, direzione Simmering. La fermata Rochusgasse è a 10 min di cammino da una costruzione che quando fu eretta scioccò viennesi e non, ma che da allora è diventata quasi un simbolo della nuova Vienna, un simbolo che ha rotto col passato barocco, che ha negato centinaia di anni di storia...la hundertwasserhaus.
All'angolo di Lowengasse e Kegelgasse, la Hundertwasserhaus è oggi meta di molti turisti attratti dall'opera forte e coraggiosa di questo simpatico vecchietto. La costruzione pare nn avere regole (anche se sono convinto che le regole ci siano) forme bislacche, colori forti, colonne che sembrano nn mantenere nulla e piante...piante e alberi che escono dalle finestre, che abitano su balconi e terrazzi, piante che si arrampicano sulle pareti...siamo in inverno ma credo sia in primavera ed estate che la casa da il meglio di sè. Lo ammetto, la mia idea di architettura è molto diversa ma rimango colpito dal coraggio e dal risultato allegro e fuori dagli schemi della costruzione. Entriamo nel Hundertwasser Village di fronte anche per avere un'idea degli interni, e anche qui il pavimento sembra animato per quanto è gonfio, storto, mattonelle messe alla rinfusa ma il risultato è ancora una volta carino e allegro...sembra una casa della nostra fantasia.
A 100 metri dalla casa c'è la Kunst Haus altra opera di Hundertwasser. Meno colorata ma ugualmente "pazza" la casa sembra una tela dove l'architetto ha rovesciato di getto le sue idee, i suoi schizzi. Entriamo a curiosare un pò in quella che è diventata la fondazione di Hundterwasser, con opere grafiche e altri disegni, per poi uscire verso il Donaukanal.
Vienna è stra-famosa nel mondo per i suoi walzer e il più noto è il Bel Danubio Blu di Strauss...ma a Vienna il Danubio non si vede proprio, è molto lontano dal centro e quallo che osserviamo non è che un canale artificiale costruito per risolvere il problema delle frequenti inondazioni che il grande fiume faceva un tempo. Chi viene a Vienna per ammirare e passeggiare lungo il Danubio deve fare un pò di strada e uscire di molto dal centro. Superiamo il Donaukanal e dopo poco sulla destra, arriviamo al Praterstern, l'ingresso del parco del Prater. Dominato dalla grande e antica ruota panoramica il parco è meta d'obbligo per viennesi e non alla ricerca di una giornata di relax, in mezzo al verde e ai divertimenti. La ruota è bella grossa, e da lassù il panorama deve essere bello perciò saliamo...
Paghiamo 5.5 € ed entriamo in un cabinone modello antica funivia che lentamente ci porta sù. I panorami sono belli anche se il sole che non c'è rende tutto moscio, e comunque, fare una foto della zona storica della città, è compito arduo a causa dell'abbondanza di ferrame e acciaio della ruota. Una volta giù passeggiamo senza meta per il parco e osserviamo quanti bei giochi ci siano...lo Starflyer è da strippare, sospesi a 30 metri attaccati a una catenina...ma anche il boomerang e il turbo boost nn sono affatto male.
Intanto si è fatta una certa, e cosi, lentamente e mestamente, saliamo sulla metro per l'ultima volta, arriviamo in hotel, salutiamo e ci dirigiamo verso l'aeroporto. Metro fino a Landstrrasse e poi CAT, un bel treno veloce e comodo che ogni 30 minuti collega il centro con l'aeroporto. Siamo in orario giusto per il check-in e per salutare Vienna, una città serena ed elegante, piena di storia scritta nelle sue strade, scritta nel suo aspetto mai vecchio nè passato. Una città luminosa dove l'antico si vede, si sente...dove, l'aria imperiale, inafferrabile eppur sempre presente, bisogna cercarsela un pò, ma sempre con tranquillità passeggiando, fermandosi, bevendo un caffè e osservando romanticamente quel suo aspetto sempre pacifico e tranquillo, sempre romantico e malinconico.
Info Pratiche
Vienna è una città splendida, piena di musei, cultura, edifici maestosi e solenni, di angoli caratteristici e sospesi nel tempo ma è anche una città non grande e molto facile da visitare. Atterrare a Vienna significa atterrare all'aeroporto internazionale di Schwechat, aeroporto di dimensioni medie ma segnato un pò dal tempo, non è praticissimo da girare, ed è anche un pò scomodo raggiungere i vari gate. Infatti è in corso una bella ristrutturazione che avvicinerà lo scalo a quelli europei più moderni.
Per raggiungere il centro della città dall'aeroporto, ci sono essenzialmente 2 modi: Usare la ferrovia metropolitana (S Bahn) che costa circa 3 a tratta, parte ogni 30 minuti e impiega più di mezz'ora e ferma in tutte le stazioni.
Oppure c'è il CAT, ossia il City Airport Train che costa di più (16€ andata e ritorno, 14€ se si è muniti di Vienna Card) ma impiega 15 minuti, non ferma da nessuna parte ed è un treno puntualissimo, silenzioso e davvero comodo. Il primo treno dall'aeroporto parte alle05.38 e via cosi ogni 30 minuti fino alle 23.08 Mentre il primo treno dal centro parte alle 06.05 e via cosi ogni 30 minuti fino alle 23.35. Noi abbiamo scelto quest'ultimo.
Ci sarebbe anche una terza possibilità, usare la OBB ossia le ferrovie austriache ma questo conviene se non si deve arrivare semplicemente al centro ma più lontano. Per entrambe le linee, la stazione dove si deve scendere (il CAT ci fa capolinea) è Wien Mitte, dalla adiacente stazione di Landstrasse passano 2 linee della metro (U Bahn) la linea U4 e la U3. Anche se il primo impatto con la stazione non è dei migliori (vecchiotta e un pò buia) quasto è il punto di partenza perfetto per raggiungere ogni parte della città. Il centro storico di Vienna (Innere-Stadt) nn è affatto grande anzi...si potrebbe girare perfettamente a piedi. Se si vuole però guadagnare un pò di tempo oppure raggiungere Schonbrunn che è lontanuccio, conviene senz'altro usare la metro (U bahn). La metro viennese funziona alla grande ed è contrassegnata dalla lettera U seguita dal numero della linea, da 1 a 6 ma inspiegabilmente manca la linea 5.
I biglietti sono sempre acquistabili alle macchinette col monitor rosso, disseminate in tutte le stazioni ed il biglietto singolo costa 1,50€ quello giornali5, ma ci sono molte forme di abbonamento tra cui quello settimanale, quello x 72 ore che costa 12€ e la Vienna Card. Questa carta, acquistabile anche negli hotel, dura 72 ore, costa 18.50 € e da la possibilità di usufruire liberamente di tutti i mezzi di trasporto ma in più offre anche sconti all'ingresso dei musei, di alcuni bar, ristoranti e attrazioni ed uno sconto anche sul CAT. Noi l'avevamo compresa nel prezzo del viaggio per cui...l'abbiamo sfruttata, ma onestamente non ci ho visto moltissima convenienza. Lo sconto nei musei è nell'ordine di 1-2-3€ al max e, se non si ha intenzione di passare tutto il giorno nei musei, non si risparmia molto. Invece la card è interessante dal punto di vista degli sconti nei pub, ristoranti e cafè, ma il tutto è scritto nel libriccino che danno al momento dell'acquisto.
Altro modo per girovagare nel centro città, è quello di salire su una delle tante carrozze ferme in vari angoli della città. Però, oltre ad essere cosa estremamente turistica, il giretto di cui sopra costa anche una barca di soldi...da 40 ai 90.
Un ottimo modo per organizzare giri notturni per la città, gite in battello ma anche escursioni nelle vicine città di Bratislava, Praga e Budapest, è quello di affidarsi a Vienna Sightseeing. Ci sono molte proposte anche per quanto riguarda serate all'Opera, concerti a Schonbrunn e visite nella Wienerwald e Mayerling.
Occhio agli orari dei negozi e dei musei che sono davvero risicati per chi gira tutto il giorno. Il 90% dei negozi chiude alle 18.30-19.00 mentre in inverno molti musei e palazzi storici chiudono tra le 17.00 e le 17.30. Superati questi orari la città sembra svuotarsi del tutto, salvo poi ritornare ad animarsi verso ora di cena e dopo.